Inclusività digitale e vantaggi competitivi: abbraccia il cambiamento
Se hai partecipato al nostro webinar dello scorso 1° aprile 2025, con Luca Giavara in qualità di relatore, sai già che l’European Accessibility Act (EAA) è destinato a trasformare il modo in cui affrontiamo l’accessibilità digitale.
Se invece tale occasione è andata persa, non preoccuparti: in questo articolo ti accompagnerò passo dopo passo attraverso le implicazioni della nuova normativa e ti spiegherò come prepararti per affrontare un importante cambiamento e rendere il tuo business sostenibile anche nel lungo periodo.
La comunicazione accessibile implica la progettazione di contenuti e interazioni digitali fruibili da chiunque, indipendentemente da disabilità visive, uditive, motorie o cognitive. Questo approccio riduce le barriere architettoniche e digitali, promuovendo una maggiore partecipazione e inclusione nella vita sociale ed economica.
Come imprenditore, comprendo quanto sia essenziale rimanere aggiornati sulle normative che regolano il nostro settore. L’EAA non rappresenta solo un obbligo legale; è anche un’opportunità per rendere i nostri prodotti e servizi più inclusivi e accessibili a un pubblico più vasto.
In un mondo in cui la tecnologia è sempre più integrata nella nostra vita quotidiana, garantire che tutti possano accedere ai nostri contenuti e servizi non è solo una scelta etica, ma anche una strategia vincente.
Continua a leggere se vuoi scoprire cosa comporta l’EAA per le aziende, quali requisiti specifici dovrai soddisfare con la tua impresa e, soprattutto, come sfruttare queste nuove norme per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato.
Cos’è la comunicazione accessibile?
Secondo stime globali (fonte: Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite), circa il 15% della popolazione mondiale vive con una forma di disabilità. In Europa, questa percentuale si traduce in milioni di persone che potrebbero essere escluse dalla fruizione di contenuti e servizi non accessibili. L’implementazione di una strategia accessibile non è solo un obbligo legale, ma anche un modo per migliorare la soddisfazione dell’utenza e raggiungere un pubblico più ampio.
La comunicazione accessibile è fondamentale per abbattere le barriere che limitano l’accesso ai contenuti e ai servizi, rendendoli fruibili a chiunque, indipendentemente dalle abilità o dalle disabilità.
Si tratta di progettare contenuti, tecnologie e interazioni digitali in modo che siano accessibili e utilizzabili da tutti, superando le barriere sensoriali, cognitive o architettoniche. Nell’era digitale, questo è particolarmente importante, poiché le nuove tecnologie moltiplicano le possibilità di diffusione dei messaggi, ma possono anche rivelarsi un fattore di esclusione se non progettate in modo appropriato.
Cos'è l'European Accessibility Act (EAA): la svolta del 28 giugno 2025
L’European Accessibility Act (EAA) è una direttiva europea adottata nel 2019 ed entrata in vigore il 28 giugno 2025.
Questa legge mira a creare uno standard unificato di accessibilità per una vasta gamma di prodotti e servizi digitali all’interno dell’Unione Europea, al fine di rimuovere le barriere di mercato, aumentare l’inclusività e aprire nuove opportunità per le imprese.
L’EAA coinvolge diverse categorie di prodotti e servizi, tra cui siti web, applicazioni mobili, piattaforme di e-commerce, sportelli bancomat, servizi di trasporto, lettori di libri elettronici (e-reader), e molti altri.
Chi è escluso dall’obbligo?
Non tutte le aziende saranno soggette agli obblighi dell’EAA. Le microimprese, definite come quelle con meno di 10 dipendenti o un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro, sono escluse da questi requisiti. Tuttavia, anche per queste piccole imprese, l’accessibilità sta diventando un vantaggio competitivo e un’aspettativa di marca, non solo una casella da spuntare per la compliance legale.
Cosa cambia per chi vende online?
Per le aziende che operano nel commercio elettronico, l’EAA introduce significative modifiche. I siti web e le applicazioni mobili devono essere resi accessibili, con testi alternativi per le immagini, sottotitoli per i video e interfacce navigabili con tecnologie assistive come gli screen reader.
Inoltre, le informazioni sui servizi e le caratteristiche dei prodotti devono essere fornite in formati accessibili. Ciò include anche il supporto clienti, che deve essere in grado di assistere utenti con disabilità in modo efficace.
Gli impatti dell'EAA sulla comunicazione aziendale
L’EAA avrà un impatto significativo sulla comunicazione aziendale, spingendo le imprese a rivedere le loro strategie di comunicazione per renderle più inclusive.
Ciò significa utilizzare un linguaggio inclusivo, fornire contenuti in formati accessibili e garantire che tutte le interazioni digitali siano fruibili da tutti gli utenti, indipendentemente dalle loro abilità. Questo non solo migliorerà l’esperienza utente, ma anche aumenterà la fiducia e la lealtà dei clienti, contribuendo a una maggiore sostenibilità e competitività del business.
Cosa si rischia se non ci si adegua all’EAA?
Non rispettare i requisiti dell’European Accessibility Act (EAA) può comportare gravi conseguenze per le aziende, sia dal punto di vista legale che reputazionale. Comprendere i rischi legati alla non conformità è fondamentale per evitare sanzioni, danni all’immagine e impatti negativi sul business.
Le sanzioni previste per PMI e grandi aziende
Le sanzioni per la mancata conformità all’EAA sono rigorose e variano in base alla gravità della violazione e alle dimensioni dell’azienda:
- per le imprese private con più di 10 dipendenti o un fatturato superiore a 2 milioni di euro, le sanzioni amministrative pecuniarie possono andare da 5.000 a 40.000 euro. Queste penalità sono calcolate considerando la gravità della violazione, il numero di prodotti o servizi non conformi e il numero di utenti interessati;
- per le aziende con un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro, è prevista una sanzione aggiuntiva fino al 5% del fatturato annuo.
Oltre alle sanzioni economiche, le autorità competenti possono ritirare dal mercato prodotti non conformi, vietarne la commercializzazione e applicare ulteriori penalità in caso di mancata collaborazione durante i controlli o inosservanza delle disposizioni.
Cause legali e danni reputazionali
Oltre alle sanzioni economiche, la non conformità all’EAA può portare a cause legali e danni reputazionali significativi. Consumatori e utenti con disabilità possono avviare azioni legali contro le aziende che non rispettano i requisiti di accessibilità, generando costi legali e una perdita di fiducia da parte dei clienti e del pubblico.
La mancata accessibilità può anche essere oggetto di critiche sui social media e altre piattaforme, causando danni all’immagine dell’azienda e influenzando negativamente le decisioni di acquisto dei consumatori. Approfondisci l’argomento leggendo l’articolo sui 3 pilastri di una forte reputazione aziendale.
Già da anni trasparenza e inclusività sono valori sempre più apprezzati. Perciò, ignorare i requisiti di accessibilità può avere ripercussioni a lungo termine sulla fedeltà dei clienti e sulla competitività aziendale.
I benefici di una comunicazione accessibile per le imprese
L’implementazione della comunicazione accessibile non è solo un obbligo legale, ma rappresenta anche una strategia vincente per le imprese che vogliono migliorare la loro presenza sul mercato e rafforzare la loro immagine pubblica. Ecco alcuni dei principali vantaggi che derivano dall’adozione di pratiche di accessibilità.
Vantaggi in termini di SEO e UX
La comunicazione accessibile può migliorare in modo significativo sia l’esperienza utente (UX) che la visibilità sui motori di ricerca (SEO).
I siti web e i contenuti accessibili seguono linee guida che ottimizzano la struttura e la leggibilità, facilitando l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca. Questo si traduce in una maggiore visibilità online e in un miglior posizionamento nei risultati di ricerca.
Inoltre, un’esperienza utente più fluida e inclusiva riduce i tassi di abbandono e aumenta la soddisfazione degli utenti. Questi fattori contribuiscono a una maggiore fedeltà e a un coinvolgimento più profondo da parte del pubblico.
Ampliamento dell’audience e reputazione positiva
Adottare la comunicazione accessibile consente alle aziende di raggiungere un pubblico più vasto. In Italia, ad esempio, circa il 22% della popolazione vive con una forma di disabilità, mentre in Europa questa percentuale sale al 27% per le persone sopra i 16 anni.
Rendere i propri servizi e contenuti accessibili permette alle aziende di entrare in contatto con questo ampio e spesso trascurato segmento di mercato. Questo non solo aumenta la base di clienti, ma migliora anche la reputazione aziendale, evidenziando un impegno verso l’inclusività e la responsabilità sociale.
Un brand più inclusivo è anche più competitivo
Un brand che si dedica all’accessibilità digitale non si limita a rispettare le normative, ma costruisce anche una reputazione solida di inclusività e responsabilità sociale. Questo approccio è sempre più apprezzato dai consumatori, che tendono a preferire aziende impegnate eticamente e socialmente.
Di conseguenza, un’azienda inclusiva diventa più competitiva sul mercato, attirando non solo clienti fedeli, ma anche collaboratori o dipendenti di talento che condividono i valori di inclusività e diversità. Scopri di più sull’employer branding e su come rendere il tuo team il tuo primo sostenitore.
Quali sono i requisiti per un sito accessibile
Per garantire che un sito web sia accessibile a tutti, è essenziale aderire a specifici requisiti e linee guida.
4 pilastri: percepibile, utilizzabile, comprensibile, efficace
I requisiti per un sito accessibile si basano su quattro principi fondamentali definiti dalle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) del World Wide Web Consortium (W3C). Questi pilastri sono:
– Percepibile: i contenuti devono essere presentati in modo da essere accessibili con almeno uno dei sensi. Ciò include l’uso di testo alternativo per le immagini, sottotitoli e descrizioni audio per i video, e la possibilità di adattare la presentazione dei contenuti senza perdere informazioni essenziali;
– Utilizzabile: i componenti e la navigazione devono essere utilizzabili. I siti web devono essere progettati in modo che gli utenti possano navigare e interagire con essi facilmente, utilizzando vari dispositivi e tecnologie assistive;
– Comprensibile: l’informazione e l’operatività del contenuto devono essere comprensibili. Ciò significa che il linguaggio deve essere chiaro e semplice, e le interazioni devono essere prevedibili e coerenti;
– Efficace: il contenuto deve essere facilmente fruito da ogni dispositivo e browser.
Le linee guida da seguire: WCAG e AgID
Per garantire l’accessibilità, è fondamentale seguire le linee guida stabilite dalle WCAG 2.1 (e la versione 2.2) del W3C e dalle linee guida dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID).
Le WCAG forniscono criteri dettagliati per rendere i contenuti web accessibili, mentre le linee guida dell’AgID offrono specifiche tecniche e metodologie di verifica e monitoraggio per l’accessibilità degli strumenti informatici, inclusi siti web e applicazioni mobili.
In particolare, le linee guida dell’AgID richiedono la pubblicazione di una “Dichiarazione di Accessibilità” e la predisposizione di un meccanismo di feedback per consentire agli utenti di segnalare eventuali problemi di accessibilità.
Inoltre, è previsto un monitoraggio periodico su un campione rappresentativo dei siti web e delle applicazioni, con relazioni ogni 3 anni alla Commissione Europea.
Gli step per rendere accessibile il tuo sito
Rendere un sito web accessibile richiede un approccio metodico e attento a diverse fasi. Ecco i passaggi chiave per garantire che il tuo sito sia conforme ai requisiti di accessibilità.
1. Analisi e validazione del sito web
Il primo passo è analizzare il sito web esistente per identificare le aree che necessitano di miglioramenti in termini di accessibilità.
Esistono degli strumenti che possono aiutarti a rilevare problemi come la mancanza di testo alternativo per le immagini, contrasto dei colori insufficiente e struttura HTML non semantica.
Inoltre, è importante testare il sito con diversi browser e con vari screen reader per assicurarsi che sia compatibile con le tecnologie assistive.
2. Interventi tecnici e correzione dei contenuti
Dopo l’analisi, è necessario implementare gli interventi tecnici e correggere i contenuti per renderli accessibili. Questo include:
- Ottimizzare la struttura e la navigazione usando tag HTML5 semantici come per creare una struttura gerarchica chiara e organizzando i titoli in una gerarchia logica (da H1 a H6) senza saltare livelli;
- Migliorare la percezione dei contenuti assicurandosi che le immagini abbiano un attributo ALT descrittivo;
- Utilizzare combinazioni di colori con sufficiente contrasto tra testo e sfondo;
- Utilizzare tabelle e liste correttamente. In particolare, utilizza tabelle solo per dati tabulari, con caption e intestazioni appropriate e utilizza i tag per le liste in caso di menu o contenuti a elenco.
3. Formazione per la gestione autonoma dei contenuti
Per mantenere l’accessibilità del sito web nel tempo, è fondamentale formare il personale che gestisce i contenuti. Questo include corsi sulla scrittura di testi semplici e leggibili, sull’uso di strumenti di valutazione dell’accessibilità, e sulla corretta implementazione delle linee guida WCAG.
La formazione dovrebbe coprire anche le migliori pratiche per l’aggiornamento dei contenuti in modo accessibile, come l’aggiunta di testi alternativi per le immagini e la creazione di sottotitoli per i video.
4. Dichiarazione di accessibilità: che cos’è e come si redige
Una volta implementati i requisiti di accessibilità, è necessario redigere una “Dichiarazione di Accessibilità” del sito web.
Questa dichiarazione deve essere pubblicata sul sito e deve includere informazioni sulla conformità ai requisiti di accessibilità, sui metodi utilizzati per la valutazione e sui contatti per segnalare eventuali problemi di accessibilità.
La dichiarazione deve anche indicare se ci sono parti del sito che non sono accessibili e fornire spiegazioni sulle ragioni di tale inaccessibilità.
Le aziende che desiderano mantenere il proprio business sostenibile devono quindi fare i conti con l’accessibilità digitale: una scelta strategica, etica e di posizionamento che punta alla soddisfazione dei tuoi clienti.
Domande frequenti sull’European Accessibility Act
L’EAA si applica anche a chi ha sede fuori UE?
Sì, l’European Accessibility Act (EAA) si applica a tutte le aziende e organizzazioni che operano nel mercato europeo, anche se hanno la sede al di fuori dell’Unione Europea. Ciò include aziende che offrono servizi digitali accessibili ai cittadini europei.
Esistono scadenze diverse per sito/app nuovi rispetto ai legacy (già online prima del 28/06/2025)?
Non ci sono scadenze diverse specificate per i siti web o le applicazioni nuove rispetto a quelli legacy (già online prima del 28/06/2025). L’EAA è entrato in vigore il 28 giugno 2025 e tutte le aziende, indipendentemente dall’età del sito o dell’applicazione, devono adeguarsi. È quindi consigliabile iniziare i progetti di compliance il prima possibile per garantire un adeguamento completo e tempestivo.
Cosa accade se non aggiorno mai il mio sito?
Se un sito non viene aggiornato per essere conforme all’EAA, l’azienda potrebbe incorrere in sanzioni significative. Le sanzioni amministrative pecuniarie possono variare da 5.000 a 40.000 euro, a seconda della gravità della violazione, del numero di prodotti o servizi non conformi e del numero di utenti coinvolti.
Inoltre, le autorità competenti possono ritirare il prodotto dal mercato o vietarne la commercializzazione, e imporre ulteriori sanzioni in caso di inosservanza delle disposizioni.
Posso usare solo un overlay per adeguarmi?
No, utilizzare solo un overlay non è sufficiente per adeguarsi all’EAA. Gli overlay di accessibilità possono essere una soluzione parziale e temporanea, ma non risolvono i problemi di accessibilità a livello strutturale e di progettazione.
L’EAA richiede che i siti web e le applicazioni siano progettati e sviluppati in modo accessibile fin dalla loro creazione, seguendo le linee guida WCAG e le altre normative specifiche.
Esistono eccezioni specifiche su contenuti e formati?
Sì, esistono delle situazioni in cui l’onere di adeguamento può essere considerato sproporzionato oppure sono previste eccezioni quando l’adeguamento altererebbe in modo significativo la natura del prodotto o del servizio.
È importante sottolineare che queste eccezioni devono essere valutate caso per caso e giustificate adeguatamente.
Per rendere il tuo sito accessibile e conforme, contattaci! Siamo pronti ad aiutarti comprendere i requisiti dell’EAA e a trasformare la tua presenza online in un’esperienza inclusiva e di alta qualità per tutti gli utenti.

